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Articolo di Franco Santellocco

Il Comitato di Presidenza cancella a maggioranza qualificata il continente Africa 


La Commissione Continentale per l’Europa e l’Africa del Nord si riunisce dal 21 al 23 ottobre ad Amsterdam. Al punto 1 dell’ordine del giorno compaiono argomenti di estremo interesse, quali: carta dei diritti, libertà, giustizia e sicurezza, lavoro e sicurezza sociale, tutti però trattati alla sola “luce della nuova Costituzione europea”. 

L’intero “Nord-Africa” e cioè gli italiani di Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Eritrea, Etiopia, Kenia saranno estremamente interessati alla relazione che il proprio rappresentante farà al termine della riunione sulle notevoli conquiste che la Costituzione europea consentirà ai connazionali presenti nel territorio della Comunità, quando essa sarà, come tutti si augurano, ratificata dai 25 stati membri. 

Non vi è dubbio che la relazione sarà ricca e circostanziata poiché sarà la sintesi delle elucubrazioni di ben cinque esperti, i cui nomi e curricula sono stati presentati dal Vicesegretario della Commissione, persona degna di fede e che ha a cuore l’interesse degli italiani all’estero, di tutti gli italiani all’estero che vivono nelle Nazioni i cui rappresentanti siedono nella Commissione e, poi, dulcis in fundo, sono stati approvati dal Comitato di Presidenza di settembre. 

Gli stessi argomenti, guarda caso, non alla luce della Costituzione europea, ma alla luce delle esperienze, delle difficoltà, dei sacrifici, delle privazioni, hanno una portata particolarmente significativa per i connazionali che lavorano nei territori dell’Africa del Nord. 

Un esperto avrebbe forse potuto illuminare i membri della Commissione sui problemi, talvolta imponenti, e richiamarne l’attenzione perché almeno per alcuni di essi si incominciasse ad affrontare la ricerca di una possibile soluzione. 

Ma l’attenzione dell’ordine del giorno è concentrata sugli italiani presenti nella Comunità ove, naturale, ci sono patronati, sindacati, coordinamenti di vari partiti e movimenti politici. 

Gli italiani in Nord Africa non hanno nulla di tutto questo: vale la pena capirne le ragioni, accettare di conoscerne i problemi, tentare di portarli a soluzione? 

Evidentemente il Vicesegretario della Commissione continentale pensa di no ed il Comitato di Presidenza approva. 

Sanno forse i componenti della Commissione cosa significa vedersi ritirare il passaporto al momento in cui si entra in un Paese senza sapere se e quando esso sarà restituito, essere soggetti a misure di polizia senza avere la possibilità di richiedere l’assistenza del proprio consolato, ammalarsi col medico più vicino a mille chilometri, non avere scuole per i propri figli? 

Sono le solite lamentele, si saranno detti nel Comitato di Presidenza, studiamo la Costituzione europea, lì gli italiani sono un serbatoio di voti. E poi si saranno magari anche chiesti, ma non ad alta voce, non è politically correct da certe parti, cosa ci vanno a fare gli italiani in quei Paesi ? Sono affari loro, noi coltiviamo l’Europa. 

Il Vicesegretario ha riferito che non ci sono finanziamenti per un esperto, un solo esperto proveniente dal Nord Africa: ma ha provato a chiederli come si dice - con forza ? o la sua è una deliberata volontà di ignorare le situazioni di disagio, i problemi degli italiani in Nord Africa, di spendere fatica per ricercare soluzioni, perché a basso rendimento elettorale? 

Sono stati trovati finanziamenti per centinaia di contrattisti, suscita stupore che non si sia riusciti a coprire i costi di un singolo, un singolo esperto in provenienza dal Continente africano.

Volere è potere si suole dire, ma il Vicesegretario evidentemente non vuole ed il Comitato di Presidenza approva.

Nel passato una certa parte politica, maggioritaria nel CGIE, si è battuta con determinazione e fortunatamente con successo perché tutti avessero la possibilità di essere rappresentati negli organismi elettivi senza alcuna discriminazione, perché tutti avessero le stesse opportunità di far conoscere i loro problemi.

Per questo non susciti meraviglia la richiesta che viene rivolta al Vicesegretario della Commissione per l’Europa e, obtorto collo, il Nord Africa: non parli soltanto, faccia qualcosa di sinistra.